Un pacco di guai
La bella Huma, i consigli di una cornuta
Chissà se ora è lei che si sta facendo consigliare da Hillary, se è lì che la ascolta, in lacrime sul divano con quei kleenex leggeri e inadeguati che si sfaldano quando c’è da asciugare un dramma vero, mentre le dice di stare calma, di non mostrare in pubblico l’ombra di un risentimento, di spaccare piatti in casa, ma senza buttarli nella pattumiera condominiale, perché potrebbero vederli e fotografarli e sarebbe la fine.
11 AGO 20

Huma è la moglie del deputato democratico Weiner, si sono sposati un anno fa, un matrimonio mondano a Long Island, officiato da Bill Clinton. Weiner è finito in un guaio politico-sessual-twitteriano perché avrebbe mandato a una ragazza una sua foto, diciamo così, eccitata, frettolosamente ritirata ma non abbastanza da sfuggire alle unghie del giornalismo avvoltoio di Drudge Report e Breitbart che la foto l’hanno mostrata a tutti. Weiner ha prima dichiarato che qualcuno aveva usato il suo account su Twitter a sua insaputa, poi, a domanda diretta in tv, non ha potuto dire di essere del tutto estraneo a quella foto. Il deputato è tormentato dalla paura di mentire dichiarandosi innocente e restare così incastrato non tanto da quello che mal si nascondeva nelle mutande grigie, ma dall’intolleranza americana verso chi racconta bugie.
Che i social network fossero un’arma di distruzione familiare di massa è noto da tempo; che servissero anche a tirar fuori il peggio delle persone, la loro stupidità nel voler credere che un tweet sia in fondo un cinguettio virtuale innocente, non una bastardata in diretta internettiana, lo sta scoprendo Huma a sue spese.
Che i social network fossero un’arma di distruzione familiare di massa è noto da tempo; che servissero anche a tirar fuori il peggio delle persone, la loro stupidità nel voler credere che un tweet sia in fondo un cinguettio virtuale innocente, non una bastardata in diretta internettiana, lo sta scoprendo Huma a sue spese.
Lei che si è fatta corteggiare a lungo da quell’ultraquarantenne programmaticamente single, lei che all’inizio non ne voleva sapere e che lo ha costretto a molte prove d’amore prima di concedergli la promessa di una vita insieme. Huma ha perso la sua scommessa, così come da poco l’ha persa Maria Shriver, la moglie di Arnold Schwarzenegger tradita, che aveva scelto quel muscoloso attore austriaco perché voleva scappare dall’entourage Kennedy con tutti quei tradimenti, quei matrimoni infelici, quelle donne costrette a sorridere perché lasciarsi andare è roba da cameriere (e con quelle poi è finito a figliare Schwarzenegger). Huma almeno può piangere con Hillary, che sul restare in piedi in mezzo alla catastrofe matrimoniale è maestra ineguagliabile. Ma forse avrebbe dovuto ascoltare Bill Clinton (maestro pure lui, a suo modo) che, mentre la sposava con Weiner, disse: “E’ dura sposare i politici, non è facile fidarsi di loro”.